Negli ultimi 60 anni, l’aumento della popolazione mondiale e la conseguente crescita della domanda di proteine di origine animale hanno portato ad un incremento del numero di allevamenti intensivi con danni all’ambiente e agli animali.

Impatto ambientale

L'allevamento intensivo ha impatti negativi sull'ambiente, sia in termini diretti che indiretti. In primo luogo, gli animali allevati sono causa di emissioni di gas serra quali metano e anidride carbonica; in secondo luogo, le deiezioni prodotte, se non adeguatamente gestite, possono provocare inquinamento di suoli e di falde acquifere. L'aumento delle monoculture, necessarie per rispondere all'elevata richiesta di mangimi, concorre al processo di deforestazione, al sovrasfruttamento del suolo e alla desertificazione, oltre all'aumento di emissioni di gas serra.

Impatto sulle condizioni di vita dell’animale

L’aumento sconsiderato del numero di allevamenti intensivi ha inasprito la problematiche legate al trattamento degli animali, le cui condizioni di vita sono sensibilmente peggiori rispetto a quelle degli animali allevati in modo sostenibile. La necessità di rispondere alla crescita della domanda di prodotti di origine animale ha portato, nei decenni precedenti, ad allevamenti intensivi di animali mantenuti in condizioni di forte disagio, di stress e di maltrattamento. Queste condizioni hanno indignato l’opinione pubblica e hanno spinto i legislatori all’emanazione di regole verticali, ovvero specie specifiche, per garantire all’animale le libertà essenziali su cui si basa il concetto di benessere animale.
Tuttavia, c'è ancora molto da fare.

Perdita del patrimonio genetico

Tra le conseguenze maggiormente impattanti dello sviluppo di un numero crescente di allevamenti intensivi, vi è l'abbandono da parte degli operatori del settore di razze autoctone considerate meno produttive, a vantaggio di razze ubiquitarie selezionate geneticamente. Tale scelta ha causato, in breve tempo, la riduzione del patrimonio genetico zootecnico e, in molti casi, l'estinzione di intere razze o popolazioni animali.

Per questi motivi è imprescindibile un cambiamento di rotta verso una zootecnia innovativa e, allo stesso tempo, più autentica, che rispetti gli animali e l’ambiente.

Che cos’è l’allevamento sostenibile?

Friend of the Earth promuove un modello di allevamento sostenibile basato sul rispetto dell’animale e della natura con lo scopo di aumentare nel tempo il livello di simbiosi con l’ambiente e il territorio. 

Recuperare e conservare razze autoctone caratterizzate da una spiccata resilienza e idonee all’integrazione con l’ecosistema, favorire l’allevamento all’aperto e l’allevamento estensivo, ridurre l’utilizzo di antibiotici e farmaci allopatici sono esempi di azioni correttive che la certificazione incoraggia attraverso i suoi requisiti.

I principi base di Friend of the Earth

Lo schema di certificazione Friend of the Earth per l’allevamento sostenibile è stato sviluppato secondo le linee guida SAFA (Sustainability Assessment of Food and Agriculture systems) dettate dalla FAO  (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura) ed è basato su 6 principi fondamentali: 

1. Preservazione e conservazione della biodiversità zootecnica e del patrimonio genetico per favorire un legame stretto tra animale e territorio.

2. Valorizzazione dell’allevamento a ciclo chiuso e della produzione di mangimi secondo i principi del REG. UE 848/2018 sull’agricoltura biologica per garantire l’assenza o la drastica riduzione dell’uso di prodotti chimici.

3. Propensione verso le forme di allevamento estensivo, all’aperto o, se intensivo, con una riduzione considerevole della densità di carico rispetto ai limiti minimi di legge.

4. Recupero e valorizzazione delle deiezioni animali e di tutti gli output per la produzione di fertilizzanti e di energia rinnovabile (biogas).

5. Rispetto dei principi di benessere animale per garantire agli animali condizioni ottimali di stabulazione, di alimentazione, e di manipolazione, indispensabili per lo stato di salute dell’animale e per la qualità del prodotto.

6. Responsabilità sociale per garantire i diritti minimi a tutti gli operatori.

Aiuta anche tu l'ambiente, scegliendo prodotti certificati sostenibili Friend of the Earth

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